SICILIA Giorno 0: Una storia di rotelle e sudore
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| In partenza da Granada |
Buonasera dal vostro inviato in Trinacria. Quella che sto per raccontarvi è una storia di ruote e di sudore, spero sia di vostro gradimento.
Ieri, giornata di viaggio e di contrattempi, ero troppo sfinito per scrivere. Lo faccio oggi (10/4) con qualche energia in più dopo una mattinata passata a girare il centro di Palermo e un pomeriggio dedicato a rimettere in piedi Virtudes. Ma di questo parlerò domani.
Partiamo dall'inizio: Granada mi ha dato il buongiorno con un ubriaco al volante che di mattina presto ha sfasciato l'auto sui binari, bloccando la circolazione della metro e rischiando di farmi perdere il bus per Madrid. Dopo mezz'ora di attesa in stazione e l'arrivo dei primi convogli stracolmi di gente, mi è stato impedito di salire a bordo con lo scatolone perché "sovradimensionato".
Quindi, corsa in strada per accalappiare un taxi il cui conducente fosse disposto ad abbassare i sedili posteriori (prima sudata), poi relax obbligatorio di quasi 5 ore sul bus fino all'aeroporto della capitale. Già in partenza la scatola ha perso una delle ruote che avevo installato, letteralmente fusa dal calore generato dall'attrito col suolo, ma il pavimento liscio dell'aeroporto mi ha permesso di andare avanti con poco sforzo. Comunque, lo scalo di Madrid Barajas è davvero enorme e passare dal Terminal 4 al Terminal 1 ha dato origine alla seconda sudata.
All'arrivo a Punta Raisi le ruote mancanti erano ormai due (una è sparita durante il volo), ma la scatola era a posto. Alleluia! Poi, treno regionale per Palermo preso al volo (terza sudata) per non attendere un'ora il diretto successivo. Finalmente in città, ormai al buio, spingo lo scatolone fuori dalla stazione e le ruotine, già mezzo bloccate, spariscono divorate dall'asfalto. A pochi metri dalla stazione inizio a spingere a forza la scatola (28,5kg) sui moncherini metallici, procedendo a bordo strada per non restare incagliato sulle mattonelle del marciapiede, e generando un frastuono che per fortuna i palermitani sembrano tollerare piuttosto bene.
Dopo 800 metri di passione (quarta sudata) raggiungo il tanto agognato b&b, una casa costruita direttamente sulle mura antiche, "facilmente" raggiungibile con qualche rampetta di scale e diverse svolte di corridoio (quinta sudata). Avendo aggiunto una notte di permanenza con un solo giorno di anticipo avevo poca scelta, ma il posto è carino, anche se lontano dalla stazione. Domani dovrò tornare indietro per raggiungere l'alloggio scelto a suo tempo con tanta cura. E delle ruote non resta che la base. Gli attrezzi li ho, quindi penso che la mia prima missione palermitana sarà quella cercare un nuovo set di ruote per potermi muovere a piedi.
Sto cercando una morale per tutto questo, ma sono indeciso: "Ruota piccola, sudata grande?" "Meglio una ruota oggi che un cammello domani?" Forse meglio spedire la bici, chissà... Comunque la storia continua domani! Notte!


















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