RONDA SUR giorno 4: Ronda - Río Guadiaro - Algatocín

 Oggi scrivo le mie due righe sapendo già che non le potrò pubblicare. Il camping dove sto alloggiato si trova in fondo a una vallata piuttosto stretta e non c'è assolutamente campo. Anzi, c'è, ma solo con Vodafone, per cui nada.  

La tappa appena conclusa era la più occidentale di questo mio viaggio, da adesso in poi inizierò lentamente il ritorno verso levante che mi porterà prima in alta quota sulla Sierra de Las Nieves e poi lungo la costa malagueña. 

Tempo finora ottimo, inizia a fare caldo a metà giornata ma l'aria resta comunque fresca. La tappa si è svolta in due parti ben distinte: nella prima metà sono sceso da Ronda per poi seguire il fiume Guadiaro, costeggiato da un sentiero che a tratti si è rivelato un po' tecnico (ma nulla in confronto a ieri). Fermata rinfrescante alla Cueva del Gato, dov'ero stato secoli fa in tutt'altro contesto. 

Discesa nella verde vallata del Tajo, dominata da Ronda e dal suo famoso ponte

Valeva la pena aggiungere una tappa per scendere di qua...

L'ho già detto che la vallata era verde? Lo ripeto.

Il fiume Guadiaro nei pressi della Cueva del Gato

        
La prima volta che sono stato qui era estate e ho fatto il bagno, stavolta bastano i piedi!


Il sentiero in uno dei suoi punti migliori

Rovine e montagne in mezzo al verde

        
Benvenuti escursionisti! Cicloviaggiatori, procedere al passo (e a capo chino)!

Pausa pranzo nei pressi di Jimera de Líbar

Seconda parte, invece, in decisa salita, prima su sterrato e poi (finalmente) su strada asfaltata. 

        

        

Si torna a guardare il panorama dall'alto

Tranquille, passo in fretta e vi lascio mangiare!

Chiesetta vicino alla fuente de Siete Pilas. Sterrato quasi finito.

        

        

Dopo il passo del Espino, tutta discesa nella vallata del Genal, dove mi trovo adesso. Qui nelle scorse settimane deve aver piovuto molto, perchè c'è ancora abbondante fango sui sentieri. Io che temevo che i nuovi parafanghi sarebbero stati un peso morto... oggi invece hanno dimostrato tutta la loro utilità. Anche le viti di scorta che ho portato hanno fatto la differenza, visto che con tutti quei colpi stavo perdendo una delle borse da forcella, proprio quella dove ripongo la cucina da campeggio con tutti i suoi accessori. Quasi quasi rischiavo di restare senza caffettiera!

Il paesaggio è davvero molto ver... ehm...

Puerto del Espino fotografato in direzione contraria, che di là me lo sono perso

Una nuova vallata si apre ai miei occhi (e alle mie ruote)

        
Algatocín, ruota infangata, cena offline

Postazione 25




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