Altro che famiglia di gufi! C'era un'intera comunità di ratti in quel
capanno solitario in mezzo ai campi. Nel buio della notte correvano,
masticavano, si azzuffavano, si arrampicavano sui rami secchi e tra i vecchi
tubi abbandonati sotto al portico, per poi sparire all'istante se accendevo la
luce del frontalino...
E io che ho fatto? Niente, ho dormito come un ghiro sperando che non mi
rosicchiassero la tenda o le ruote della bici, ma forse erano troppo sorpresi
dalla mia presenza per pensare a certe prelibatezze.
|
|
Spunta l'alba di un nuovo giorno
|
|
|
Hasta luego casita!
|
|
|
In arrivo a Marchena
|
Comunque, alle 6 in punto ho iniziato a sentire motori di trattori e
voci in lontananza (i contadini si alzano presto la mattina) per cui ho
smontato il campo e sono ripartito. Marchena era vicinissima e
inizialmente un po' caotica in quanto giorno di scuola, ma poi ho girovagato
tranquillamente per il centro e rifatto colazione insieme ai vecchietti del
posto, incuriositi dalla mia bici. Cittadina ricca di testimonianze
architettoniche del periodo musulmano e barocco, segnata dalla successiva
decadenza dei nobili locali che pur di tirare avanti si sono venduti anche i
mattoni di casa.
|
|
Dai, dai, che fate tardi a scuola!
|
|
|
Una delle porte della città medievale convertita in museo
|
|
| Calle San Juan |
|
|
Chiesa di San Juan (San Giovanni)
|
|
|
Case demolite e non, lungo le vecchie mura
|
|
|
La spianata davanti alla chiesa di Santa Maria
|
|
|
Quel poco che resta del palazzo ducale
|
|
|
Una tranquilla via del centro
|
|
|
Colazione al baretto
|
Il percorso di oggi, in generale, è stato più accidentato del solito, con
guadi imprevisti e sentieri inaccessibili. In compenso ho provato l'ebbrezza
di percorrere qualche chilometro della futura linea di alta velocità, che per
ora è soltanto una lunga e ampia pista gravel.
|
|
Attraversamento dei binari in uscita da Marchena
|
|
|
La nuova ferrovia in costruzione vista da un cavalcavia
|
|
|
Poco più avanti il fiume ha travolto il guado, urge via alternativa
|
|
|
Cancello aperto, io provo a tirare dritto. Spero di trovare l'uscita.
|
|
|
Virtudes fa amicizia con Puch
|
|
|
Ci mancavano i tori. Statevene lì buoni buoni, eh.
|
|
|
Si torna verso Est, domani raggiungeò quelle montagne laggiù.
|
Ho sofferto un po' il caldo, anche se l'aria si mantiene accettabilmente
fresca, ma il clima è molto secco e avrò ingurgitato sì e no 5 litri d'acqua
(oltre a un litro di yogurt liquido cui non ho potuto resistere). Ho dedicato
un po' di tempo anche all'esplorazione di un vecchio
cortijo abbandonato, ancora in discrete condizioni con tanto di cucina
comune, stalle, pozzo, ecc. Un angolo perduto di un tempo che fu.
|
|
Ora mi fermo in questo spicchio d'ombra e mi bevo lo yogurt!
|
|
|
Poi si riparte tra i campi per evitare la statale
|
|
|
Sulla mappa sembrava meglio, ma Virtudes non teme nulla
|
|
|
Vecchie case coloniali abbandonate. Questa la guardo da lontano...
|
|
|
... ma questa voglio esplorarla per bene.
|
|
|
Se non fosse che è ancora presto, avrei un bel posto per la notte.
|
|
|
Questo luogo è ancora impregnato di tanti ricordi. La cucina è
molto evocativa.
|
|
|
Avanti, ragazzi, lasciate gli attrezzi e venite a mangiare che è in tavola!
|
|
|
Se mancano delle sedie andate a prenderle di sopra. E attenti a non
svegliare la bambina!
|
|
|
Il tetto a capriate è ancora in ottimo stato.
|
|
|
Sembra davvero che qualcuno sia stato qui fino a pochi minuti fa...
|
|
|
Andiamo, va', che c'è ancora un po' di strada da fare
|
Dopo Lantejuela ed El Rubio, nel tardo pomeriggio ho raggiunto
Herrera, dove ho preso una stanza in un hostal. Doccia fredda, cena del
supermercato in camera e totale relax. Domani, non dovendo smontare la tenda,
non sarà necessario attendere che faccia giorno per mettersi in marcia, che
qui prima delle 7:30 è ancora notte fonda.
Se vedemmo.
|
|
La discesa verso Herrera, meta della giornata.
|
|
|
Camera. Letto. Aria condizionata. Stop.
|
Lascia un commento